Peppino Impastato, un vero siciliano.

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.Peppino Impastato

peppino impastato 40 anni dalla morte

40 anni e non è cambiato niente​

40 anni fa moriva un eroe che contro tutto e tutti (persino contro la famiglia) ebbe il coraggio di dire no alla rassegnazione, alla paura e all’omertà.

Il 9 maggio del 1978 è stato uno dei giorni più tristi della storia italiana. Quel giorno sono scomparsi due degli Uomini più coraggiosi e valorosi che l’Italia potesse conoscere, morti per i loro ideali di libertà.

Tutti ricordano il 9 maggio principalmente per il ritrovamento del corpo di Aldo Moro, non tutti sanno che lo stesso giorno moriva un altra persona: un Ragazzo che, apparentemente, era come tutti noi. Un Ragazzo che visse in uno dei periodi più bui della Sicilia, un periodo dove bisognava stare attenti a cosa si diceva, un periodo dove le uccisioni erano all’ordine del giorno, un periodo dove era difficile anche semplicemente pronunciare la parola libertà. Tuttavia, questo Ragazzo ebbe il coraggio non solo di opporsi alla mafia, ma soprattutto di prendersi gioco di lei. Peppino Impastato è l’esempio della libertà, di come, anche nascendo da una famiglia mafiosa, si possa vivere pensando con la propria testa.

Peppino Impastato è stato ucciso da una nazione intera e continuerà a morire ogni volta che la nostra libertà verrà a mancare, ogni volta che prenderemo le decisioni con la testa di qualcun altro, ogni volta che, per paura, chiuderemo un occhio.

GRAZIE PEPPINO, SEI LA SICILIA CHE MI PIACE RICORDARE.